Osteopatia pediatrica: una visita dall’osteopata per un bambino

Osteopatia pediatricaLa Medicina Osteopatica pediatrica è una medicina di avvicinamento. Un approccio “gentile” ma estremamente efficace, assolutamente NON invasivo, che al primo posto ha sempre il rispetto del bambino e del neonato.

Quando parlo di avvicinamento nell’Osteopatia Pediatrica intendo un processo graduale che si instaura quando due sistemi differenti (l’operatore ed il paziente) si incontrano e si interfacciano tra loro. Per far sì che questo rapporto si instauri sono indispensabili il rispetto dell’identità del paziente e l’ascolto. Il mettersi in ascolto, infatti, è il primo fondamentale passo che deve fare un osteopata, soprattutto un osteopata pediatrico.

Solo grazie ad un approccio basato sull’ascolto e sull’attenzione è possibile stabilire un dialogo tra i due soggetti, quel dialogo fondamentale ove l’Osteopata interpreta le difficoltà e le problematiche del piccolo paziente. Spesso queste problematiche non sono correlabili solo all’aspetto fisico o motorio. L’osteopata pediatrico si occupa a 360 gradi del paziente e, grazie al rapporto di empatia e fiducia che va ad instaurare, arriva ad avere una visione globale del bambino, includendo gli aspetti psico-emozionali e familiari.

L’osteopatia è soprattutto una tecnica di manipolazione del corpo, ma non solo, essa infatti abbraccia più sfere e la completezza dell’individuo. La sensibilità propria della medicina osteopatica, soprattutto quella che si rivolge ai neonati ed ai bambini, coinvolge il corpo, la sfera emotiva, l’ambiente in cui vive, gli stimoli a cui è sollecitato. Pensiamo ad esempio ad un bambino che guarda troppa televisione o fa troppo sport o ha un’alimentazione sbilanciata… Una serie di informazioni che l’osteopata deve acquisire, per comprendere il “sistema bambino” ed aiutarlo nel modo migliore.

Per questi motivi la prima cosa che faccio quando ricevo un bambino in studio è ascoltarlo, cercando di stabilire un dialogo con lui. Indispensabile infatti è trovare un contatto ed un avvicinamento graduale, affinché il bambino percepisca che l’osteopata è un amico. Non si può infatti applicare l’osteopatia pediatrica in modo “meccanico”: Ogni bambino, ogni neonato è un mondo a se e come tale va percepito ed ascoltato.

Il rapporto, il dialogo, la fiducia tra osteopata e paziente è alla base dell’efficacia del trattamento osteopatico, il rapporto empatico è fondamentale. Ma, per avere una visione globale del bambino, è necessario conoscere anche la sua famiglia e le sue radici. Durante la visita al bambino o al neonato sono sempre presenti i genitori che, fornendo preziose informazioni, mi aiutano a comprendere la sfera bambino nella sua complessità. Solo nell’ambito di un contesto, allargato ai genitori, di reciprocità ed empatia si crea quell’ambiente positivo in cui l’osteopata pediatrico agisce efficacemente sul bambino.

In sintesi, nella quasi totalità dei casi, oltre ad intervenire direttamente sulle problematiche o le difficoltà evidenti del bambino, grazie al dialogo ed al confronto con la famiglia l’osteopata pediatrico riesce a comprendere i fattori che contribuiscono alla specificità di quel bambino ed a ristabilire equilibrio ed armonia.

Osteopata D.O. – Dott. Ft. Massimo Miliacca

M.Sc. Scienze Osteopatiche Pediatriche Università Milano Bicocca 
Master Osteopatia e Neuroscienze Ospedale Meyer Firenze

Ricerca Scientifica al MEYER Firenze

Studio Scientifico condotto al MEYER, Ospedale Pediatrico d’eccellenza

Nel Reparto di Neurochirurgia dell’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze, sotto la Dirazione del Prof. Dr. Lorenzo Genitori, Direttore del Dipartimento Neurosensoriale, è stato realizzato lo studio prospettico “Approccio Osteopatico in Reparto di Neurochirurgia” presentato a Firenze nel 2011 al Congresso Internazionale di Osteopatia.

Nato dall’idea di integrare le cure convenzionali rivolte ai bambini ricoverati nel Reparto di Neurochirurgia con la Medicina Osteopatica, il progetto dello studio scientifico è durato 11 mesi ed è stato condotto su 80 bambini, ha fornito dati incoraggianti per quanto riguarda il sintomo del dolore, valutato sia prima che dopo la Visita Osteopatica.

Per tale valutazione è stata utilizzata una scala specifica di misurazione del dolore, “Wong-Baker FACES Pain Rating Scale” volta a comprendere l’intensità del sintomo doloroso prima e dopo il Trattamento Manipolativo Osteopatico -OMT-

Progetto tutt’ora in fase di valutazione, i dati ad oggi ufficiali in relazione alla misurazione dell’intensità del dolore sono di seguito riportati:

  • Riduzione del dolore in bimbi reduci da traumi del 17%
  • Riduzione del dolore in bimbi affetti da patologie tumorali del SNC e da Sindrome di Arnold-Chiari del 20%
  • Riduzione del dolore in bimbi affetti da Idrocefalo del 5,55%
  • Riduzione del dolore in bimbi affetti da Craniostenosi del 18,34%
Fonte: Tuttostopatia Giugno 2011